Gli Antidoti

LUNEDI 2 OTTOBRE
Antidoto All’Eterno Ritorno dell’Uguale

Gli umani dedicano la loro vita a ripetere le stesse cose, gesti e comportamenti che chiamano abitudini.
Luis Sepulveda

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione […]
La Gaia Scienza – F. Nietzsche

L’uomo, alla perenne ricerca del comfort, di fronte alla percezione di un pericolo imminente si affida alla parte più istintiva e primitiva del proprio cervello, l’amigdala, la quale prepara una risposta agli influssi esterni per difendere il corpo che abita. Si tratta di un sistema meraviglioso se pensato in funzione dell’originario istinto di sopravvivenza che ci caratterizza ma che, distorto al massimo, ingabbia l’uomo in una serie di attività ripetitive che scandiscono la sua quotidianità, costringendolo ad auto sabotare la propria curiosità in favore di una finta promessa di agio che segue all’autodifesa. Rompere gli schemi quotidiani e farsi invadere dalla capacità di meravigliarsi ancora, aprendosi a tutto quello che la vita può offrire, diventa allora la soluzione calzante per contrastare il ripetersi perenne dell’Uguale.

MARTEDI 3 OTTOBRE
Antidoto A Te Stesso

Non può esserci un Dio perché, se ce ne fosse uno, non crederei che non sia io.
Friedrich Nietzsche

Gregorio Samsa, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo.
La metamorfosi, F. Kafka

Siamo nutriti e riceviamo energia da ciò che vediamo nel mondo esterno. Non esistiamo da soli ma in un contesto. L’attore può solo recitare relazionandosi alla cosa esterna.
Il bersaglio, Declan Donnelan

In questo momento storico, dove l’aspetto social tende ad esibire vite al limite della finzione in un eccesso di narcisismo, all’interno delle quali l’Io egoico è protagonista e sceglie cosa mostrare agli altri costruendo un’immagine di sé in linea con la seduzione di una vita perfetta permeata di successo, dovremmo provare a pensare come costruire la nostra identità sfruttando il punto di vista critico dell’altro. Perché non provare, per un giorno almeno, a vedersi con lo sguardo dell’altro senza avere paura dei suoi giudizi negativi o delle sue parole d’amore e stima, guardandosi da un’altra angolazione?

MERCOLEDI 4 OTTOBRE
Antidoto Al Fascino dell’Accumulo

Un consumatore soddisfatto sarebbe una catastrofe per la società dei consumi, per la quale invece i bisogni devono essere sempre risorgenti, non devono avere mai fine; i consumatori devono essere insaziabili, alla perenne ricerca di nuovi prodotti, avidi di nuove soddisfazioni.
Zygmunt Bauman

“Il mio tessoro!”
Gollum – Il signore degli Anelli – J. R. R. Tolkien

“Partecipa al gratta e vinci Ryanair, in palio  una lussuosa automobile o un milione di euro!”
Voce dall’intercom su un RyanAir,

Dall’avvento della Rivoluzione industriale, la produzione di beni materiali è aumentata esponenzialmente. Possedere questi frutti della catena di montaggio crea una status sociale che porta inevitabilmente con sé un antico sogno di gloria: il riconoscimento da parte del gruppo di appartenenza che vuole essere ottenuto e la gioia di “essere” tramite l’”avere”. Una vita splendente, un ammasso di cose di ogni genere che riempiono le nostre case e i nostri ripostigli ma che ci toccano per brevi momenti: c’è sempre un nuovo oggetto che bisogna possedere, che sostituisce quelli caduti in disuso. Si accumula di tutto e gli oggetti non bastano mai. Anche le esperienze sembrano non essere mai sufficienti, bisogna sempre dimostrare di poter fare molti viaggi, lunghi soggiorni all’estero, stage lavorativi…il tutto in nome della vera volontà di vivere un momento o di accumulare storie da raccontare per rendersi interessanti? E allora perchè non rifiutare questo splendore, questa ricchezza, questa bulimia consumistica, materiale e non, per riacquistare la capacità di capire cosa ci serve davvero?

GIOVEDI 5 OTTOBRE
Antidoto Agli Eroi

Sventurata la terra che ha bisogno di eroi.
Bertolt Brecht

Mi si rimprovera di scrivere solo di avvenimenti mediocri, di non avere eroi positivi;… Ma dove trovarli? Non chiederei di meglio! Conduciamo una vita provinciale, le vie delle nostre città non sono neppure lastricate, i nostri villaggi sono poveri, il nostro popolo è logorato. Tutti, sinché siamo giovani, cinguettiamo come passeri su un mucchio di letame; a quarant’anni siamo già vecchi e cominciamo a pensare alla morte. Che specie di eroi siamo?
Lettera a Ol’ga – Anton Cechov

Come sosteneva Andy Warhol, in una fase della storia dell’arte americana votata al consumo e all’esibizione di tutto il possibile, ognuno ha diritto ai suoi quindici minuti di celebrità per elevarsi al di sopra della massa e per distinguersi grazie alle sue capacità, di qualunque natura esse siano. Eroi nell’arena, a combattere con le armi della propria personalità, interessante o vuota che sia. Ma chi sono i nostri eroi? Le star che ammiriamo e idolatriamo? E cosa dire della versione postmoderna dell’eroe? Gli antieroi che attualmente spopolano in ugual misura nelle serie televisive e nei film?

L’antieroe, apparentemente, sembra essere l’antidoto a questo bisogno di essere coraggiosi ad ogni costo per mostrarsi alla folla perché rappresenta tutti noi, con le nostre debolezze e le nostre differenze. Ma il rischio di mitizzare l’uno o l’altro,  presenti in egual misura in ognuno di noi, non si basa sull’idea di diventare qualcuno di importante? Di avere i nostri quindici minuti per sentirci degli esseri viventi speciali? Perché non idolatrare piuttosto le persone comuni?

VENERDI 6 OTTOBRE
Antidoto Ai Confini

[…] crudele è quel tempo in cui ci ritroviamo traditori senza saperlo, e ci arrivano voci da ciò che temiamo senza sapere cos’è, ma galleggiamo su un mare furioso, violento, sbattuti a destra, a manca.
Ross, Macbeth, atto 4, scena 2

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
Jurij Alekseevic Gagarin

Esistono muri e confini per ogni cosa, per fare in modo che le persone non esondino dai loro argini, obbediscano ad ogni regola e abbiano paura dell’arrivo dell’altro da sé, del “diverso”. Paura che egli metta un piede nell’orto coltivato con tanto sudore e che voglia appropriarsene, paura di vedersi minacciare usanze e credenze. Mentre l’altro è una fonte di novità, è una profonda ricchezza. Una risorsa che porta racconti a noi sconosciuti come un viaggiatore instancabile che si è messo sulla nostra via per mostrarci quello che non abbiamo mai visto. Ammirata dallo spazio, come enunciato da Gagarin, che nello spazio ci aveva fluttuato per davvero, la Terra, di confini, non ne ha. e dunque perché crearne invece di praticare l’accoglienza e l’apertura agli insegnamenti?

SABATO 7 OTTOBRE
Antidoto Alla Paura

Il nemico è la paura. Si pensa sia l’odio, invece è la paura.
– Gandhi

Hermann Göring:
Naturalmente, la gente comune non vuole la guerra; Né in Russia, né in Inghilterra, né in America, né in Germania. Questo è ovvio. Ma, dopo tutto, sono i leader del paese a determinare la politica ed è sempre una cosa semplice trascinare il popolo, che sia una democrazia, una dittatura fascista, un parlamento, o una dittatura comunista.

Gilbert (psicologo americano):
C’è una differenza. In una democrazia la gente ha diritto di parola attraverso i loro rappresentanti eletti, e negli Stati Uniti è il ​​Congresso a dichiarare guerre.

Hermann Göring:
Oh, questo è tutto bene, ma, parola o non parola, la gente può sempre essere portata alla mercé dei leader. È facile. Tutto quello che dovete fare è dire loro qualcuno li sta attaccando, denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo ed esporre il paese a del pericolo. Funziona allo stesso modo in qualsiasi paese.

Pare che la paura sia l’emozione più antica e più radicata all’interno della mappa emotiva umana. Addirittura, sembra che tutto il nostro corpus di impulsi siano varianti di un unico sentire primordiale che potrebbe essere identificato proprio con essa. Come se  non fosse abbastanza, quest’emozione rappresenta anche una delle più grandi affinità che condividiamo con gli animali poiché, la reazione a una minaccia, è parte del nostro istinto più profondo. Si sono scritti libri interi che cercano di fornire antidoti alla paura e qualcuno, come Michel de Montaigne, ha persino confessato di aver paura della paura stessa. Trovare un rimedio sembra impossibile, vista la radicalizzazione di tale emozione ma si potrebbe iniziare a pensare che vivere nella consapevolezza dell’insicurezza e della totale apertura a tutto il possibile possa attutire il timore di provarla, di farla sentire meno imponente. Dovremmo avere il coraggio di fare ogni giorno qualcosa che reputiamo spaventoso.

DOMENICA 8 OTTOBRE
Antidoto Alla Verità

Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia.
Arthur Schopenhauer

[…] non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acqua e sotto terra. Non ti prosternerai davanti a loro e non li servirai.
I Comandamento – La Bibbia, Antico testamento

Il concetto di “Verità” racchiude al suo interno una vastità di significati e attribuzioni così immensi che anche solo il tentare uno svisceramento di esso, richiederebbe uno sforzo incredibile. Anzitutto sappiamo per certo che non esiste una verità ma ne esistono tante. Le religioni antiche e moderne hanno tentato e tentano di ricercare la Verità suprema, incanalandola in un dogma che va a sua volta indagato nelle sue complessità. Dalle indagini condotte in vari ambiti che si occupano della percezione umana, dalle neuroscienze alla psicologia, sappiamo che il mondo esterno viene da noi raccolto in dati che ci permettono di recepirlo grazie ai cinque sensi e all’aiuto del nostro cervello, che è piuttosto facile da ingannare. Le filosofie e le correnti religiose orientali, dal Taoismo al Buddismo, ci invitano alla meditazione per fare in modo che il nostro flusso dei pensieri si blocchi e ci permetta di entrare in connessione con il nostro corpo e il nostro vero io alla ricerca della consapevolezza, la quale permette di avvicinarsi ad una visione più concreta della realtà. Le religioni monoteiste ci invitano alla preghiera per ricomporre un’unione frammentata. Ma chi può dare una chiave di lettura vera della realtà se è sempre filtrata dalle nostre percezioni? Che informazioni dall’esterno possiamo caratterizzare come “vere”?